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    Muri e acqua

    Non e' cosi' difficile, dopo anni di esperienza sull'ironia della sorte, accettare che si metta a piovere a dirotto non appena si chiuda la portiera dell'auto. E' lecito pero' domandarsi come sia possibile che in 3 secondi (tre, forse meno) si passi dall'aria completamente libera ad una pioggia tale da rendere faticoso avanzare nello spazio. Ed arrivare a bere. Tanto. Bere cercando l'aria, come nel mare in burrasca...

    Quando decide.. decide. C'e' poco da fare.

    E' ovvio, scontato, direi quasi banale. E' chiaro, che, non appena hai chiuso una conversazione al telefono con la frase "5 minuti e sono li'" rivolta ad un carissimo amico che ha il volo di li' a poco per la partenza per nove mesi di lavoro a qualche migliaio di chilometri da casa, e tu fai per infilarti in auto... lei, semplicemente, decida di non reagire. Non fa nemmeno finta di provarci. Semplicemente e' li', stecchita, come una lucertola sotto il sole di agosto. Telefono. "Ehem... sto.. arrivando?". Certo. Come no.

    Bilanciamenti

    E se dopo un sacco di sfortune, ingiustizie, avversita' del fato e d'altri nemici, capitasse sempre qualcosa che ci ripagasse, almeno in parte, di quanto abbiamo patito? Forse noi dobbiamo solo star li', pronti, per ricevere il "rimborso"... e non distrarci. O rischiamo di saltare il nostro turno...


    Sogni, guadi, Pasqua

    E' bello quando di notte si fanno dei bei sogni.. al mattino ci si alza piu' riposati, e piu' carichi. A volte e' bello anche quando si fanno degli incubi, perche' la paura passa in fretta, quando ci si sveglia, e si realizza che era tutto .. un sogno, appunto. Un brutto sogno. Altre volte, invece, la notte passa nera come la pece, senza lasciare traccia se non la bocca impastata di sogni dimenticati, e forse mai davvero sognati.
    E ancora, in altri casi, la notte passa piu' agitata, piu' spezzettata, frantumata in piccoli tratti, come piccoli guadi da fare per superare tanti fiumiciattoli, torrenti, rigagnoli di poliedrica follia, i quali separano l'inconsistente dimensione onirica dei nostri sensi appannati dalla realta' che ci siamo lasciati alle spalle quando abbiamo posato le membra (stanche?) sul giaciglio. E si sognano persone, luoghi, colori, odori, suoni, sensazioni; ma non avvenimenti precisi, o almeno non si ricordano. Il sonno e' spezzato piu' volte, ci si sveglia e poi ci si riaddormenta, e poi si riprende a sognare in questa maniera confusa e vaga.. e al mattino si ha addosso, assieme ad una stanchezza fisicamente solida, una sensazione di incompiutezza, di sospensione, di.. fastidio. Di paura, quasi; perche' addosso si sente anche qualcosa che incombe, ma non si sa cosa, non si sa da dove, non si sa perche'. Non si sa quando. Sono solo sensazioni; probabilmente, reazioni chimiche in una testa stanca e banalmente affolata di pensieri, attaccati alla realta' come con dei sottili filamenti di ragnatela; sensazioni, niente di reale, di vero, e forse nemmeno di verisimile. Ma non sono piacevoli.
    Pero' alcuni pensieri reali aiutano a disperdere un po' la nebbia. In questi giorni, ad esempio, io penso alla pasqua. E mi sento meglio.