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    Una bussola per la moralita'

    L'altra sera guardavo una puntata di una serie TV che apprezzo molto (CSI: crime scene investigation). Nella fattispecie, il quarto episodio della settima serie ambientata a Las Vegas. Il titolo Italiano e' "Il branco", che non rende pero' l'inglese "Fannysmackin'" (piu' o meno "botte nel fondoschiena", ma e' intraducibile). A parte il fatto che e', a mio parere, un gran bell'esempio di arte cinematografica (qualcuno storcera' il naso, ma...), la scena di chiusura dell'episodio mi ha fatto ripensare ad alcune riflessioni che ultimamente ho condiviso con alcune persone.. e che hanno a che vedere con la societa' cosi' come la intendiamo, ma anche con qualcosa di piu' intimamente radicato nella natura umana...
    L'episodio parla delle indagini su una serie di gravi pestaggi avvenuti in vari punti della citta' di Las Vegas. I turisti, in particolare, sono il bersaglio preferito di una gang giovanile che pratica la violenza per puro divertimento, come fosse un gioco. Tralasciando i dettagli, la scena finale vede alcuni membri della squadra investigativa nello spogliatoio che discutono di questo, di come sia possibile, di chi o cosa siano le colpe per il fatto che alcuni giovani si divertano in modo cosi' palesemente immorale.. senza apparentemente distinguere il bene dal male.. la societa'? i genitori? la comunita'? il benessere? O forse.. ciascuno e' un minimo responsabile delle azioni che compie?

    Il breve discorso che chiude l'episodio e' del capo della squadra, Grissom: "The truth is, a moral compass can only point you in the right direction, it can't make you go there. Our culture preaches that you shouldn't be ashamed of anything you do any more. And unfortunately this city is built on the principle that there's no such thing as guilt: <<Do whatever you want - we won't tell>>. And without a conscience, there's nothing to stop you from killing someone. And evidently you don't even have to feel bad about it."

    Il doppiaggio italiano ha tradotto cosi': "Una bussola per la moralita'... puo' indicarti la direzione giusta, ma non ti porta a destinazione. La nostra cultura sostiene che non devi piu' provare vergogna per quello che fai, e putroppo questa citta' e' fondata sul principio che non esiste qualcosa come la colpa: <<Fa' quello che vuoi - non ti giudicheremo">>. Quindi, senza una coscienza, non c'e' niente che ti impedisca di uccidere qualcuno. E, evidentemente, non devi nemmeno sentirti in colpa."

    Resurrezione

    E' risorto. E' con Lui che non crollo: mai.

    Primavera. Primavera!?

    E cosi' un altro equinozio si sta manifestando... un'altra stagione sta cambiando... Le notti si accorciano, il sole e' piu' spavaldo, i profumi e gli odori si fanno piu' intensi, i colori si riproducono.. Eppure questa primavera e' carica di angoscia, di paure, di lacrime. Tante lacrime. E' forse per questo che il vento, la pioggia, i cani latranti e la terra che trema di notte sembrano volersi opporre agli eventi astronomici che ripetendosi periodicamente cambiano la nostra percezione della vita su questo dannato pianeta, ancora e ancora?

    Maledizione.

    Dannazione.

    Principii e passioni

    Se tu metti le tue passioni davanti a tuoi principii, anche se tu vinci, tu perdi (Maestro Miyagi, in "Karate Kid II").

    Piove controluce sul campus...

    ...ed io, inaspettatamente, sorrido.

    Dolcezza nei biscotti.. e sui muri

    Il sapore della cioccolata che eccita i recettori dopo essersi sprigionata dalla friabile consistenza di un biscotto con le stelline sopra e' una di quelle cose che riconciliano con le giornate piu' grigie e amare... almeno parzialmente. Cerchiamo sempre un minimo di consolazione, alla fine. Almeno un po'. Tutti quanti.

    Sehnsucht e Neopuntia

    E' interessante come a volte il subconscio (o qualunque altra cosa ne sia responsabile) registri certe cose (suoni, parole, profumi..) per tirarli fuori nei momenti piu' strani. Ieri sera giocavo a calcio con dei vecchi amici... la serata era perfetta, aria fresca, la tipica atmosfera rassicurante dovuta alla luce soffusa dei riflettori nell'aria che si mescola col riverbero verde dell'erbetta artificiale... l'incontro era decisamente amatoriale, anche se di livello medio-alto, e l'affiatamento coi compagni ha faticato un po' a crearsi, nella prima parte. Cosi', mentre ad un certo punto svariavo da una parte all'altra del fronte d'attacco, sperando che il portatore di palla notasse i miei movimenti e tentasse di servirmi (in parole povere: correvo a vuoto), in testa ha iniziato a ronzarmi questa stupida parola... "neopuntia" (si legge "neopunZia"). In genere in testa ronzano frasi che qualcuno ci ha detto o che noi abbiamo detto a qualcuno, o che temiamo di sentirci dire; spezzoni del testo di qualche canzone, o versi di qualche -["fra', pensi di tornare in difesa o pianti una tenda vicino al loro portiere?"]- vecchia poesia imparata a memoria; parole di qualcuno che facciamo fatica a dimenticare; motivi o melodie, stupide magari, che pero' si attaccano come mosche testarde al caramello; profumi, odori indistinti che evocano immagini, ora vivide, ora sbiadite; e tante altre cose... ma.. Neopuntia! Ma porca miseria -["fraaaa'! ma dove guardi, ti ha pagato per lasciarlo tirare o ti sta solo simpatico?!?"]-, dove l'ho sentita? e che diamine e', o cosa vuol dire? Non capisco come -["fraaaaaaa'! la pallaaaaaaaa!"]- abbia acquisito la cognizione dell'esistenza di un termine tanto -["fraaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa'!"]- strano...  [stacco - dissolvenza]

    Ho poi scoperto che la NeOpuntia e' una materia prima naturale, ricavata dalle foglie disidratate del fico d’India (Opuntia ficus indica), utilizzata in trattamenti farmacologici per il controllo del peso corporeo, allo scopo di sottrarre i lipidi dall’assorbimento intestinale.

    Sono abbastanza certo che "neopuntia" mi sia rimasta impressa in seguito ad un qualche tipo di pubblicita' che ho visto da qualche parte, a causa del suo suono.. e' strano. Buffo direi. E nonostante sia ancora piu' buffo il momento in cui la mia mente l'ha tirata fuori, ci puo' stare. Quello che non riesco a realizzare e' come mai, poco dopo la partita, tornando a casa, sono entrato in uno stato piuttosto difficile da descrivere persino a me stesso. Un'altra parola si e' impadronita della mia mente. E' una parola tedesca, intraducibile; una parola che gia' altre volte ha decolorato e ricolorato i miei pensieri, e quelli di una larga parte dell'umanita': Sehnsucht.