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    Chi se ne importa?

    Ok. Capodanno. Anzi... al momento ancora 31 dicembre.. Poco prima della notte di San Silvestro. New year's eve. Sono solo convenzioni, ovviamente. Eppure, a quanto pare, abbiamo cosi' bisogno di queste cose: segni, simboli, segnaposti. Perche'? Perche' abbiamo "bisogno", in generale? Sempre e comunque..
    In genere sono piu' ottimista per la fine dell'anno. Non sempre accade pero'. E non e' questo il caso. Possiamo avere tante cose. Tante. E tante ne abbiamo, anche quando sembrano niente. E' quel "sembrare", che sta per "ci sembrano", che sta per "mi sembrano", che sottende una visione egocentrica, personale, individuale, forse individualistica; e fa la differenza. E cosi', ancora una volta, sospesi tra noi stessi e gli altri, tra l'interno e l'esterno di questo strano universo, guarderemo verso il cielo notturno, urlando auguri sguaiati per convinzione o convenzione, il che fa quasi lo stesso in questi casi. Oppure il cielo guardera' noi mentre chiniamo il capo verso terra, ancora una volta convinti o semplicemente adusi, pensando che niente cambiera' nemmeno dopo questa mezzanotte. In fondo, ma davvero in fondo... chi se ne importa?

    Colazione natalizia

    Cosa c'e' di piu' bello che far colazione con i propri cari? Ad esempio, farlo con una tazza gigante a forma di pupazzo di neve che abbraccia il proprio contenuto. :) L'unico problema e' che ho piu' che raddoppiato le razioni di cereali che metto nel latte...

    (Video)Auguri di Buon Natale

    Saro' ripetitivo, almeno su questo, ma il Natale e'sempre qualcosa di speciale per me. E non solo per gli ovvi motivi di fede cristiana...
    Quest'anno (cosi' strano sotto tanti, forse troppi, punti di vista...) ho preparato degli auguri un po' particolari (http://it.youtube.com/watch?v=AV1v0zITWYM). Sono un po' mirati, e non tutti possono comprenderli fino in fondo.. ma che importa? Di tanto in tanto un uso (semi)privato di certi mezzi per comunicare non e' poi un gran peccato.

    Auguri.

      

    Alberi

    Ho sempre avuto la fortuna, sin da bambino, di vivere, in qualche modo, la natura; anche se non con la frequenza quotidiana che probabilmente aiuta a vedere la vita sotto una luce adeguata a dare alle cose il giusto peso. Tuttavia, c'era una cosa che non avevo mai fatto: piantare un albero. Ho rimediato ora. Assieme a mio padre, ho sistemato in terra un piccolo, giovane, ma robusto pino.
    Dirlo a parole non fa molto effetto, e cosi' era anche apprestarsi a farlo, mentre davanti casa studiavamo la posizione piu' adeguata per la pianta. Man mano che la terra si smuoveva, pero', e, soprattutto, man mano che essa ricopriva le radici del pino, una sensazione molto intensa si impadroniva prima delle membra, poi, progressivamente, della mente. Il contatto con la terra risveglia sempre qualcosa di ancestrale, difficilmente comprensibile o esprimibile a parole; vedere un albero ben saldo nel terreno grazie al proprio lavoro, con la consapevolezza che gli anni lo vedranno rafforzarsi, crescere, ergersi mentre noi invecchiamo, e probabilmente sopravviverci, rende orgogliosi e, semplicemente, felici.

    Gli alberi sono liriche che la terra scrive sul cielo. Noi li abbattiamo e li trasformiamo in carta per potervi registrare, invece, la nostra vuotaggine (Kahlil Gibran).

    Pensieri. Lenti.. e non.

    In genere i pensieri sono concepiti in un angolo remoto e nascosto della nostra mente; nascono e crescono lentamente... come delle piccole creature, curiose, vivaci, avide di vita. Molti muoiono prima di maturare... altri, probabilmente una ristretta minoranza, diventano "grandi".
    A volte qualcuno di questi pensieri cresce piu' del normale, e, anche se lentamente, arriva ad occupare tutto lo spazio.. tutto lo spazio che c'e'. Lentamente, certo.. lentamente.. ma inesorabilmente. E noi stiamo a guardarlo crescere e schiacciare negli angoli tutti gli altri pensieri, anzi.. a cibarsi dei pensieri che schiaccia.. a nutrirsene... mangiare e crescere, fino a riempire tutto, come tanta vernice che, su un quadro, lo copre fino alla cornice.. e oltre, senza nemmeno lasciar piu' intravedere cio' che era sotto...
    Ma non sempre le cose sono lente e prevedibili. A volte i nostri pensieri sono travolti all'improvviso, in modo del tutto inaspettato. E' come un temporale estivo, che arriva e travolge tutto, bagna ogni cosa; e ogni cosa e' intrisa di pioggia.. di una umidita' intensa, acuta, profonda, intrisa di quell'odore di terra bagnata che lascia i nostri sensi sospesi, in bilico, li lascia in una attesa dubbiosa che guarda il cielo chiedendosi se cio' che arrivera' dopo sara' un raggio di sole, o... un altro po' di pioggia.

    Apprendimenti inaspettati

    A volte cercando qualcosa se ne trova un'altra, non cercata ed imprevista. E a volte questa cosa e' sorprendentemente piacevole. Serendipita'. E dolcezza. :)

    Ricerca di dolcezza - 1

    Cioccolata e banane. Se non si assaggia, non si puo' capire. :)

    Ricordi e residui

    I ricordi ogni tanto si muovono; si muovono come i residui sul fondo della bottiglia di un vino dolciastro, di quelli che beviamo per mandar giu' le serate d'inverno. Facciamo il tutto per scaldarci un po', pur sapendo che il freddo non passera' nemmeno dopo molti bicchieri, ma almeno ci consoliamo con un po' di dolcezza; in verita' sappiamo gia' che quel nettare dolciastro e alcolico ha un retrogusto amaro; eppure, restiamo sempre sorpresi quando questo si deposita sul palato, sui denti, sulla lingua, impastando la nostra bocca tanto quanto i nostri pensieri, e rendendo difficile persino deglutire la piu' breve delle notti.