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Il caoscaso Il caoscaso e' un pasticcio neologistico (o un neologismo pasticciato) che mi piace a volte usare per indicare il possibile responsabile di quella strana sensazione che ci prende quando non riusciamo a cogliere niente di sensato in cio' che ci accade (o ci e' accaduto) attorno. Quando, sostanzialmente, non ci capiamo proprio nulla, e siamo disorientati dal miscuglio di avvenimenti antefatti accadimenti conseguenze e soprattutto concomitanze, convergenze, contemporaneita', sincronismi, concorsi, incontri, scontri, coincidenze e cosi' via. E' sempre il solito problema di dover capire, o, almeno, dare un senso, una ragione, un motivo alle cose, nonostante, probabilmente, le cose a volte accadono e basta, semplicemente. Oggi mi sento cosi', in preda al caoscaso. Succede. Capita. Cosi' va il mondo. Cosi'? Inganni E' da quando siamo bambini che ci mettono in guardia, che ci educano alla prudenza. Ci avvertono di non credere a questo, di non fidarci di quello, di stare attenti perche' le apparenze ingannano; e via con racconti storie fiabe fiabine fiabette, dal brutto anatroccolo in poi. E noi? Noi diventiamo sospettosi. Attenti. Guardinghi. Qualcuno diventa paranoico. Ssshhh... attento... non fidarti... Ah si'? Si'! Bene... Giusto. In effetti, in genere, o comunque molto spesso, l'apparenza inganna, per dirla come si suole. Ci mancherebbe. Uno dei miei detti preferiti e': "non credere a niente di cio' che senti, e credi solo alla meta' di cio' che vedi". A volte, pero', magari in un numero di casi limitato, magari davvero solo una volta ogni tanto... ma, a volte, non c'e' niente dietro alle cose. Proprio niente. Niente di nascosto, niente di diverso da cio' che appare, niente di sorprendente o di spiazzante, positivamente o negativamente. A volte, solo a volte, e' vero, ma succede: le cose sono come sembrano. Esattamente, precisamente, definitivamente come sembrano. E, per la solita, immancabile ironia della sorte, magari sono come sembrano proprio quando sembrano non essere come sembrano. Un banale gioco di parole per descrivere un sorridente paradosso: et voila!, anche stavolta siamo stati ingannati. La bambola di stracci... La bambola di stracci leggera ripiegava, da su l'azzurro angelo ridendo la guardava. Tutto ha un senso... Forse tutto ha un senso. Di certo abbiamo bisogno di sapere che c'e', anche se non si scorge a prima vista. Vecchia storia. Eppure qualcuno si lascia tutto alle spalle e parte, per trovare il senso alle cose. Non e' banale, e, soprattutto, non e' scontato. Trovare le motivazioni, le origini, il significato che sfugge. Il senso. E se davvero tutto ha un senso (davvero???), e sta soltanto a noi trovarlo.. dobbiamo sentirci colpevoli quando non ci riusciamo? E quando, stanchi, ci arrendiamo, sconfitti? E quando non ci impegnamo affatto a cercarlo? ![]() Strane compagnie notturneLa pioggia è una strana compagna. Specialmente di notte. Capita così che, dopo un incontro imprevisto eppure gradevole, dopo tutto il tempo passato a raccontarci storie (e lei ne ha tante, di storie da raccontare), dopo un dolcissimo saluto in strada, lei.. lei decida di seguirmi nel mio letto. ---- Inviato utilizzando un telefono cellulare Sony Ericsson Strategia, Azzardo, Caso. Fortuna. E' difficile trovare un equilibrio, ammesso che di questo ci sia bisogno, tra strategie attendiste, strategie azzardate, o magari nessuna strategia, quando si devono affrontare le cose. Arrovellarsi non sempre serve, cosi' come aspettare e non curarsi di nulla e' spesso incoscientemente, illusoriamente piu' utile. A volte ci vuole solo un po' di fortuna; come in una partita a risiko, quando lo scontro tra abili ragionatori e trascinanti passionali e', alla fine, risolto in gran misura dal caso. Allora, con un pensiero al buon vecchio Caio Giulio, lanciamo i dadi; e vediamo cosa viene fuori. ![]() |
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